Una delle più interessanti sperimentazioni Twenty4You® è stata realizzata nel 2011 in occasione della progettazione dell’interfaccia del sistema di domotica MyHome screen10 di BTicino.

L’applicazione di un processo di co-design durante la progettazione ha consentito l’apprendimento, da parte dei partecipanti di BTicino coinvolti, di innovative metodologie di design incentrate sullo user. Ma questa è stata solo la prima fase di una dinamica di cambiamento che ha avuto un impatto ben più ampio sull’azienda-cliente.

 


 

Bticino Spa, storica azienda italiana, nata nel 1936, oggi presente in 60 paesi. È tra i leader mondiali nel mercato delle apparecchiature elettriche in bassa tensione per installazioni in ambito civile, industriale e terziario. Dal 1989 è parte del gruppo industriale francese Legrand.

Obiettivo del laboratorio: BTicino aveva lanciato nel 2001 il sistema di domotica MyHome, impianto integrato per il comfort, la sicurezza, la comunicazione ed il risparmio energetico della casa. Tuttavia l’interfaccia che si era rivelata troppo “ingegneristica”. Occorreva pertanto riprogettare l’interfaccia per il controllo di MyHome nella nuova versione screen10, in un’ottica radicalmente differente, più attenta all’utilizzatore finale. Ma la richiesta era più complessa, in quanto si voleva fare di questo progetto un’occasione di stimolo per un percorso di innovazione dei processi e delle metodologie utilizzate internamente da BTicino.

Risultato finale: Lancio nel 2012 di MyHome screen10, controllato dalla nuova interfaccia sviluppata nell’esperienza di co-design. Il prodotto ha tutt’oggi una significativa presenza nel mercato della domotica.

Impatto: Il processo di ideazione e sviluppo dell’interfaccia MyHome screen10 è stato interamente progettato per garantire un parallelo trasferimento di competenze e metodologie, nell’ambito di un team multidisciplinare nella logica Twenty4You®.
In seguito all’esperienza, il cliente BTicino ha creato al suo interno una struttura permanente denominata UCD Team (User-Centered Design) col compito di continuare a diffondere al proprio interno i processi e le metodologie utilizzate in occasione del progetto MyHome.
Nel 2013 l’esperienza di progettazione in co-design è stata replicata a livello di gruppo Legrand, del quale l’italiana BTicino fa parte.

 


 

Avviamento del laboratorio

Contesto di riferimento: quando il design non basta

Quando la competizione si intensifica, giunge il momento di cambiare radicalmente approccio. E questo era quello che avveniva per Bticino che – in procinto di rilanciare un prodotto strategicamente rilevante quale MyHome – si rendeva conto che l’atteggiamento “qui si è sempre fatto così” sarebbe stato quanto di più pericoloso.

Il rischio sarebbe stato quello di immettere sul mercato un prodotto già soggetto a rapida obsolescenza, data la crescente capacità di innovazione dimostrata dai competitor nel settore, in particolare nel disegno delle interfacce.

Da qui nasceva la richiesta da parte di BTicino di un intervento che non poteva limitarsi alla sola progettazione di un’interfaccia integrata con un complesso sistema di domotica. C’era molto di più in gioco.

BTicino, pur rappresentando un’eccellenza in termini di qualità tecnica dell’offerta, era ancorato a logiche di progettazione di impronta prettamente “ingegneristica”. Questo impediva l’adozione di logiche più agili e focalizzate su quello che dovrebbe sempre essere sempre l’elemento centrale di ogni progetto: l’utilizzatore finale.

Veniva così richiesto di contribuire al design di MyHome screen10, stimolando al contempo un nuovo approccio all’interno di Bticino: lo user-centered design. Una design challenge non semplice, in quanto il progetto nasceva in un contesto aziendale complesso e consolidato.

 

 

Co-design come percorso di trasformazione

Per affrontare la design challenge, è stato creato un team nell’ambito di Twenty4You®, nel quale sviluppare un progetto di co-design.

Il co-design, o anche progettazione partecipativa, è un approccio che mira a coinvolgere attivamente tutti i portatori di interesse/stakeholder (dipendenti, partner, clienti, fornitori, utenti finali) nel processo di progettazione al fine di contribuire a garantire che il prodotto incontri i loro bisogni e che sia usabile.

 

La costruzione del team

Il team dei partecipanti, costruito per lavorare in co-design, è stato caratterizzato da:

  • presenza di designer e facilitatori che hanno monitorato e gestito il processo di progettazione, non coinvolti direttamente nelle attività esecutive ma prevalentemente di gestione del team, degli strumenti utilizzati, delle competenze impiegate, dei metodi di lavoro, ecc…
  • per i partecipanti di provenienza Bticino, coinvolgimento di diverse funzioni aziendali (marketing, vendite, ricerca & sviluppo, etc), riconoscendo così il valore di un approccio cross-funzionale e multidisciplinare per creare sinergie tra le competenze, piuttosto che limitarsi al solo personale dell’area di progettazione;
  • integrazione nel team di professionisti esterni, quali esperti di mercato, esperti di tecnologia, ergonomi, psicologi, coach, counsellor, formatori e designers, ad integrazione di quelle competenze richieste dal progetto.

Co-design, team cross-funzionali e multidisciplinari, contaminazione di competenze, sono tutti elementi derivati dalla filosofia del Twenty4You®, che fa leva sulle sinergie attivabili tra il design e altre discipline, in modo da realizzare con successo attività di progettazione anche in contesti altamente complessi.

 

 

Il processo

Mappatura, allenamento, progettazione.

Il progetto è stato strutturato su 3 cluster di attività concettualmente distinte, ma in realtà del tutto integrate tra loro: Mappatura, Allenamento, Progettazione.

Le 3 aree non sono state gestite come fasi sequenziali di un processo, ma sono state gestite contemporaneamente coinvolgendo in tutte e 3 ogni partecipante al progetto.

1) Mappatura

Questa è l’area esplorativa, nella quale ci si focalizza su domande quali: qual è oggi la metodologia adottata dal cliente nel progettare? Quali, tra le competenze disponibili, rappresentano delle eccellenze? Quali invece richiedono supporto e integrazione?

Si concretizza in analisi organizzativa, mappatura delle competenze, e in una serie di workshop che consentono ai partecipanti del team allargato, di conoscersi reciprocamente più a fondo.

2) Allenamento

È un’area nella quale una serie di workshop consente di migliorare all’interno del team il livello delle competenze, avvalendosi anche della guida dei professionisti esterni.

Non è un’area di formazione puramente teorica, ma è fortemente integrata con attività pratiche ed esperienziali, decontestualizzate dall’ambito di applicazione nel quale si sta lavorando.

Ad esempio, nella focalizzazione sul design come metodologia user-centered, è stato prezioso l’esercizio di progettazione di un navigatore GPS, che esulava dal progetto MyHome ma che stimolava i partecipanti a mettere immediatamente alla prova i nuovi strumenti appena appresi.

3) Progettazione

Mentre la piattaforma di competenze del team si arricchisce grazie alle attività delle due aree precedentemente viste, in parallelo il team sviluppa la progettazione dell’interfaccia MyHome.

Ricordiamo che le 3 aree non sono sequenziali, ma si sviluppano in parallelo con continue sinergie. Ad esempio, se in un workshop di “Progettazione” emerge una carenza per una specifica competenza, il programma di “Allenamento” viene immediatamente integrato con workshop specifici focalizzati sulla problematica emersa.

 

 

I vantaggi dello User-Centered Design

La fine è solo l’inizio: diffusione della nuova cultura progettuale

Il momento conclusivo del progetto è stato la presentazione finale, effettuato dal team Twenty4You® al top management Bticino, dell’interfaccia MyHome realizzata.

Ma è stato solo apparentemente il momento conclusivo. Da quel momento si è avviato un nuovo percorso per BTicino, nella cui cultura aziendale era stata ormai innestata una nuova visione del design come metodologia user-centered.

Un percorso di innovazione quasi spontaneo, organico, che ha permesso di diffondere all’interno dell’azienda competenze e metodologie apprese dai partecipanti Bticino nel team Twenty4You®.

Come veri e propri evangelist della metodologia user-centered, appresa e immediatamente applicata, i partecipanti hanno stimolato l’azienda nella creazione di una struttura permanente interna, denominata UCD Team, attraverso la quale potevano supportare i diversi project manager che non avevano potuto partecipare all’esperienza Twenty4You®, continuando così a trasferire e applicare competenze e metodologie all’interno dell’azienda negli anni successivi e sui progetti futuri.

 

I vantaggi dell’UCD (User-Centered Design): la parola ai protagonisti

Per le aziende con una filiera lunga come la nostra, e con un catalogo molto esteso ed eterogeneo, destinato a molti mercati differenti per natura e area geografica, l’UCD permette all’interno di accorciare la distanza tra il back office e il front office: il prodotto è di tutta la squadra. Un ulteriore vantaggio è, verso l’esterno, di avvicinarsi agli attori della journey del prodotto e tra questi i più distanti, ovvero gli utenti finali del prodotto. Il prodotto trasferisce così più valore a tutti gli attori.

Danilo Bernasconi Quality Advisor VP – SBU EI, Legrand

L’UCD fornisce un metodo per la crescita nelle competenze trasversali delle persone, oltre a fornire alle stesse una serie di strumenti tecnici da applicare durante la concezione e lo sviluppo di un prodotto.  I team multifunzionali accrescono la contaminazione tra le idee e lo scambio di informazioni e aumentano la fiducia tra i differenti reparti aziendali.

Giovanna Girola SW and UCD Manager -SBU Building Systems, BTicino


 

Contributor: Gianluca Landone