Continua la conversazione con Angelo Rondi, la cui prima parte è stata raccontata nell’articolo “Advanced design: il design di domani raccontato da Angelo Rondi“.
Scopriamo di più sulla figura del designer, rivista alla luce di mercati e tecnologie in rapidissima trasformazione.

 


 

Angelo, come cambia la professione del designer?

In questo complesso scenario, il designer deve essere in grado di cambiare, in modo drastico, la sua abilità nello svolgere le proprie attività di designer, in termini operazionali, tecnici, manageriali e strategici al fine di produrre soluzioni di impatto per il mercato (prodotti e servizi) che siano innovative ed ergonomiche al tempo stesso.

A volte, però, questo non avviene.

 

Cosa lo impedisce?

Nell’analizzare diversi progetti realizzati abbiamo scoperto che il range di skills che caratterizzano il designer, così come molti altri tipi di professionisti, a volte possono essere un ostacolo per la buona riuscita del progetto.

 

Come il designer può affrontare questo problema?

Immaginiamo un foglio completamente bianco, sul quale fare una mappatura delle skills: una skill matrix.

E qui si aprono due opposti scenari.

La prima è una skill matrix verticale, con il mindset “voglio essere il migliore al mondo nel mio campo”. Il designer decide di essere il migliore in quella specifica, ma solo in quella.

La seconda è invece una skill matrix sotto un’ottica differente, con il mindset “non voglio essere il migliore in un’unica attività, ma voglio essere in grado di sviluppare diverse attività in una visione sistemica”.

 


01. Skill Matrix orizzontale, generalista: esperienza in diverse abilità.
02. Skill Matrix verticale, grande esperienza in un singolo campo o competenza.
03. Skill Matrix ibrida, diverse competenze in una visione sistemica.

 

Qual è la skill matrix più interessante per il designer di domani?

Quando ero ancora all’università e stavo preparando i miei esami, mi fu detto: “Angelo, fai attenzione: se decidi di essere il migliore solamente in una cosa, è necessario decidere in che modo e in che campo. Ma ricorda, ci sono molti altri possibili campi nel mondo”.

Tra le due skill matrix occorre trovare, per il designer, un punto di bilanciamento. Creare un mix, che significa avere un’abilità particolare in senso verticale (probabilmente non sono il migliore, ma sono uno tra i migliori in una maniera del tutto particolare), ma anche in senso trasversale ed orizzontale.

E questo vale anche a livello di team. Durante la mia normale attività lavorativa quotidiana, ho iniziato a creare un gruppo di professionisti con abilità estremamente eterogenee. Di conseguenza, ho capito come utilizzare e implementate le diverse abilità in maniera del tutto inusuale conferendo un valore aggiunto ai lavori ed alle competenze.

Questo mix di skill in senso verticale e al contempo orizzontale cambia profondamente il ruolo del designer…

Il designer tipo ha cambiato il proprio ruolo in innovation design director.

Personalmente credo che questo sottolinei la necessità di avere un background di ergonomia, in quanto il designer deve essere in grado di comprendere come il nostro cervello si adatta costantemente al fine di creare qualcosa. E, se quel “qualcosa” è innovativo, capire come può essere svolto in modo migliore.

Iniziamo così a a scoprire e apprezzare diverse cose che richiedono un alto grado di innovazione, non solamente utilizzando modi inusuali o design semplici ma alla moda, ma anche pensando in modo analitico.

 

Quali suggerimenti concreti daresti al designer che vuole fare questo salto nel proprio ruolo?

  • Learn by doing: devi sporcarti le mani, lavorare sul campo, non solo pensare.
  • Fare errori, si può sempre imparare da essi.
  • Bisogna avere un director che sia in grado di gestire tutti i differenti attori che compongono il team.
  • Capire e comprendere la situazione in primo luogo, ma sempre tenendo a mente che i contesti esterni sono in continua evoluzione, anche gli strumenti necessari possono essere differenti ed intercambiabili al fine di comprendere le diverse situazioni;
  • Sperimentare sempre nuove metodologie: il mondo cambia troppo rapidamente per “congelare” le proprie attività troppo a lungo. Qualcosa estremamente nuovo potrebbe già essere obsoleto tra sei mesi.
  • Creare nuovi strumenti da usare nella maniera corretta.

 

E considerando che oggi ogni progetto di design avviene necessariamente nell’ambito di un team?

Occorre motivare le persone nel migliore dei modi, e non solo il team, ma anche gli stakeholder, al fine di valutare lo sforzo di tutti e migliorare il risultato finale.

E difendere il progetto ed il team: quando si è nel mezzo di un progetto non si può essere sulla stessa strada di quando si è iniziato il progetto, le situazioni cambiano ed è necessario cambiare con esse.

Quindi, è necessario cambiare la prospettiva, iniziare un nuovo tipo di costruzione, inserire le nuove competenze all’interno del team, rallentare le attività in determinate situazioni o al contrario accelerare i processi in altre.

In definitiva, dovremmo essere in grado di aggiustare costantemente la direzione del nostro lavoro. Non posso cambiare la direzione del vento, ma posso aggiustare me stesso al fine di raggiungere sempre la destinazione desiderata.

 


 

Contributor: Gianluca Landone