In questa intervista Angelo Rondi, responsabile dell’area ricerca e innovazione di Skyrunner, spiega il contributo dato dai progetti Twenty4You® nell’esplorazione dell’ibridazione delle metodologie che ha messo le basi per l’Advance Design in Skyrunner.

 


 

Cos’è Twenty4You®?

È un marchio, nato nel 2009. Ricordo esattamente il momento in cui è nato Twenty4You®. In quel periodo ero co-founder di una società di design, e una sera discutevamo di quanto fosse difficile sviluppare progetti innovativi.

Parliamo di oltre dieci anni fa: la maggiore difficoltà consisteva nel fatto che i clienti erano generalmente aziende poco propense a innovare, e tendevano a farti fare dei progetti un po’ troppo “safe”.

Per questo non riuscivamo mai a fare le cose come avremmo voluto, con un vero approccio da designer. Così abbiamo pensato di creare un marchio che racchiudesse quei progetti nei quali avremmo potuto seguire e sperimentare il processo di user-centered design così come lo si apprende nelle multinazionali piuttosto che nei master universitari.

 

Da dove nasce questo termine: Twenty4You®?

Ricordiamo sempre che ormai sono già trascorsi più di 10 anni, le aziende uscivano dalla crisi del 2008/2009, e la frase più diffusa era “Prima o poi verremo fuori da questa crisi…”. C’era attesa del futuro, restando però immobili nel presente.

Noi continuavamo nel tentativo di coinvolgere le aziende in progetti davvero innovativi, ma non era facile. Per le aziende l’innovazione appariva difficile, e c’era sempre qualche buona ragione per non aderire a questi progetti.

Ed è così che abbiamo provato un approccio diverso: per far toccare con mano il fatto che l’innovazione è possibile, abbiamo cominciato a lanciare una sfida proponendo alle aziende la partecipazione a progetti che si sarebbero sviluppati in sole 24 ore.

Da qui il concetto di 24 ore tutte per te, Twenty4You® , per consentirti di innovare. Le aziende, incuriosite da questa sfida, aderivano così a questi veri e propri laboratori di sperimentazione.

 

Cosa avveniva in quelle 24 ore?

I laboratori si strutturavano in workshop brevi ma intensi, nei quali ci davamo questo limite delle 24 ore, suddivise in slot di 4 ore, e si lavorava tutti insieme, in una modalità di design partecipativo e con un approccio di user-centered design.

Twenty4You® nasceva per questi progetti di open innovation che coinvolgevano più persone, progetti fuori dagli standard, non commissionati da uno specifico cliente, e che tuttavia coinvolgevano le aziende. Progetti nei quali c’era la possibilità di sperimentare e anche di sbagliare.

 

 

Nei workshop Twenty4You® quali aziende sono state coinvolte?

Aziende dei più diversi settori, da BTicino a Italcementi, fino a Limar che produce articoli sportivii e Anodica Trevigiana che produce componenti estetici in alluminio.. La dimensione aziendale o lo specifico settore non sono un limite per l’applicazione di metodologie di user-centered design.

 

Mi puoi dire di più sulle metodologie utilizzate in Twenty4You®?

Era un laboratorio aperto su più fronti, che riuniva insieme individualità e professionalità diverse.

Io nasco come ergonomo e designer, e Twenty4You® mi dava la possibilità di sperimentare e persino mescolare metodologie diverse: il design con l’ergonomia, il design con il marketing, il design con le scienze cognitive, e così via. L’importante era tenere sempre al centro il design e poi contaminarlo con discipline diverse.

 

Che impatto aveva Twenty4You®  per i partecipanti delle aziende coinvolte?

Durante la partecipazione a questi laboratori sperimentali necessariamente occorreva uscire dalla comfort zone, e così ogni partecipante veniva stimolato a sviluppare delle competenze che a inizio progetto non possedeva.

Questo è molto importante, e lo abbiamo anche misurato con una ricerca in cui definivamo la Skill Matrix per ogni partecipante con un modello sviluppato appositamente. La ricerca evidenziava come, facendo design, la Skill Matrix dei partecipanti si arricchiva nel corso dell’esperienza Twenty4You®.

 

Le 14 megaskill che vengono allenate mentre si fa design individuate durante i laboratori Twenty4You®. Ogni megaskill a sua volta è composta da competenze e capacità. In totale 289 compenenti che vanno a formare la skill matrix che chiamiamo “designability”.

 

I progetti Twenty4You® quindi, pur essendo progetti sperimentali nell’area del design, avevano anche una finalità formativa. Proprio perché aiutavano a potenziare quelle soft skill che nel mondo aziendale sono molto richieste, ad esempio la leadership, la capacità di comunicazione, il pensiero divergente, l’empatia ma anche la propensione al rischio di errore e allo sperimentare anche sbagliando, che sono skill necessarie per un designer.

Di solito i manager cercano di sviluppare queste skills usando metodologie più tradizionali, tipiche della formazione aziendale manageriale. Nei progetti Twenty4You® invece si sviluppavano in maniera più spontanea, meno strutturata.

 

Per quanto tempo è proseguita l’esperienza Twenty4You®?

È durata per un decennio, coinvolgendo oltre 40 aziende, per un totale di 80 progetti e circa 500 partecipanti.

Ci ha dato la possibilità di lavorare su tanti progetti sperimentando cose mai fatte prima, e coinvolgendo aziende e professionisti che hanno intuito il potenziale di questo laboratorio.

 

Ed oggi, come continua l’esperienza di Twenty4You®?

Oggi Twenty4You®  è stato portato all’interno di Skyrunner, che ha la proprietà del marchio, e così facendo la ricerca continua. Continua sotto nuove forme, esplorando nuove metodologie da portare nel mondo del design.

Metodologie che testiamo, sperimentiamo e affiniamo prima che siano integrate e rese disponibili nei servizi di consulenza sempre più innovativi che con Skyrunner offriamo alle aziende.

Il Twenty4You®, anche se non è più un servizio per le aziende clienti, si integra con la metodologia dell’Advanced Design che è centrale per Skyrunner, e persino con le metodologie più sofisticate che proponiamo come lo Strategic Foresight.

 

Cosa è l’Advanced Design, che hai più volte citato?

L’Advanced Design è un sistema articolato di pratiche del design, impiegate per la progettazione di scenari complessi collocati nel futuro, che ibrida metodologie classiche del design integrandole con metodologie provenienti da altre discipline, e questo permette di avere un forte impatto sul prodotto, sul servizio, sui processi e sull’organizzazione. Fino ad arrivare a sviluppare progetti di design con impatti sulla comunità e sul territorio circostante.

Tipicamente il designer non prende in considerazione gli impatti del progetto su cui sta lavorando, al di fuori del prodotto o del servizio o del processo. Ma quando si fanno progetti di design di un certo tipo l’impatto sull’organizzazione come sull’ambiente esterno è inevitabile. Impatti che possono essere positivi o negativi.

Questo lo abbiamo scoperto proprio con Twenty4You® e infatti, già allora, avevamo capito che era necessario coinvolgere nel team formatori ed esperti di organizzazione aziendale.

 

Torniamo al Twenty4You®. Come è cambiata l’attività di ricerca Twenty4You®, oggi, nell’ambito di Skyrunner?

Ci sono in effetti diverse differenze, significative.

Innanzi tutto, oggi Twenty4You® ha uno spazio riconosciuto all’interno di un’azienda, che è Skyrunner, e quindi beneficia con continuità di risorse dedicate, essendo divenuta l’area di ricerca e sperimentazione interna.

È come se Twenty4You® fosse salito di un livello. In passato, era necessario coinvolgere aziende per sperimentare, mentre oggi questo non si rende più necessario. In Skyrunner, Twenty4You® è un’area del tutto separata dai progetti di business, e non rientra più tra i servizi offerti al mercato.

Quello che accade, invece, è che ciò che nasce nell’ambito di Twenty4You® viene poi incorporato nei servizi che Skyrunner offre alle aziende. In questo modo non si applica mai su un cliente una metodologia ancora in fase sperimentale.

Altro punto: mentre nel passato Twenty4You® aveva prevalentemente un ruolo formativo, per stimolare le aziende ad innovare e dar loro gli strumenti anche culturali per farlo, oggi la focalizzazione è spostata sulla ricerca e la sperimentazione.

 

 

Inoltre, c’è una maggiore attenzione verso le nuove tecnologie digitali, tra le quali 3d printing, realtà virtuale, realtà aumentata, intelligenza artificiale, per capire come integrarle nel design.

Infine, Twenty4You® oggi si integra con l’Advanced Design, cosa che un decennio fa non sarebbe stata possibile in quanto l’Advanced Design era in una fase solo concettuale.

Ma un punto, per Twenty4You®, è rimasto immutato: la finalità ultima di aiutare le imprese ad innovare, sviluppando sistemi di progettazione sempre più semplici e allo stesso tempo ad alto impatto.

 

Mi puoi fare un esempio dei progetti di esplorazione di Skyrunner?

Uno dei più interessanti è l’edizione 2021 del WUD (World Usability Days) gestito da SIE, società italiana di ergonomia. Skyrunner è partner del progetto e quindi ha la possibilità di sperimentare insieme a ergonomi, designer ed esperti di tecnologia, diverse metodologie innovative.

Tra queste anche il Foresight, una delle metodologie più innovative in quanto basata sull’anticipazione di scenari futuri. E nell’ambito del WUD quest’area sarà coordinata da Alessandro Augusto, partner di Skyrunner.

Il tema del WUD 2021 consiste nelle sfide della progettazione del mondo online, ad esempio l’accessibilità, le implicazioni etiche, la fiducia verso la rete internet.

L’appuntamento per l’evento centrale è fissato al 11 novembre 2021.

 


 

Contributor: Gianluca Landone